Getta una luce gelida e sconcertante sul problema sicurezza il nuovo libro di Fabrizio Cassinelli “Il libro nero della sicurezza” edito per i tipi di Albertieditore; nonostante nella società dell’informazione tutto sia costantemente sotto i riflettori, la questione sicurezza e la sua gestione da parte delle forze dell’ordine presentano ancora molte zone d’ombra.Questo libro non è destinato agli esperti, agli opinionisti o ai politici che, mentre la crisi economica dilaga e le aziende creano cassaintegrati e disoccupati, mentre sanità, scuola e giustizia sono allo sbando, sembrano più interessati a ronde, trans e intrighi di palazzo.
Qui si parla invece alla gente comune; Fabrizio Cassinelli cronista dell’Ansa di Milano segue infatti la nera milanese e nazionale da oltre 15 anni per i maggiori media locali e nazionali e fotoreporter in Bosnia e Albania per Telelombardia.
Cassinelli analizza la vita quotidiana dei tutori dell’ordine che, ogni giorno sono obbligati a sostenere sacrifici non previsti e soprattutto non di loro competenza, per far sì che la macchina della sicurezza funzioni, e continui a garantire un livello buono di protezione dei cittadini.Questo libro è un dossier, reso possibile grazie all’intermediazione dei sindacati della polizia di Stato, della polizia locale e delle rappresentanze dei carabinieri che hanno permesso che emergessero centinaia di documenti e casi, e che hanno fatto sì che quanto meno venisse sollevato un caso di coscienza permettendo di far parlare a ruota libera, chi sperimenta su di sé le difficoltà di un mestiere paradossalmente sempre meno apprezzato da chi lo svolge ma sempre più amato dalla gente. Si parla di forze dell’ordine al collasso per mezzi e risorse, di statistiche istituzionali poco attendibili, di telecamere a circuito chiuso quasi inutili, di un migliaio di bambini stranieri scomparsi in media ogni anno.
Un libro dossier utile per affrontare tutti quei dubbi sulla sicurezza che i cittadini vorrebbero non avere e coni quali stanno convivendo spesso a loro insaputa e per affrontare anche la psicosi indotta che sta trasformando la società civile in una società dell’insicurezza.
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